Qual è la temperatura ideale per risparmiare sul riscaldamento? Scegli il valore giusto e senti la differenza

Vivo a Pavia, dove l’inverno è umido e ti entra nelle ossa. In falegnameria, da ragazzo, ho imparato che la differenza la fanno i dettagli: una guarnizione ben posata, un pannello messo al posto giusto. Con il riscaldamento è lo stesso. Non serve trasformare casa in una sauna: serve scegliere il numero giusto sul termostato e far lavorare l’impianto con testa. In queste righe ti accompagno a capire quale temperatura tenere nelle varie stanze, come programmare gli orari e quali piccoli lavori fai-da-te possono tagliare la bolletta senza rinunciare al comfort.
Perché un grado in meno fa la differenza
Partiamo da un principio semplice: ogni grado in meno sull’impostazione del termostato può farti risparmiare circa il 5–10% di energia. Non è magia, è fisica spiccia. Più è alta la temperatura interna rispetto a fuori, più la casa disperde calore attraverso muri, tetto, finestre. Riducendo il salto termico, limiti le perdite. Funziona come quando tieni il frigo appena più caldo: il motore si accende meno spesso.
In Italia la normativa indica una temperatura di riferimento di 20 °C con tolleranza di +2 °C per le abitazioni, non come obbligo a tenerla, ma come limite massimo sensato: è un faro per non esagerare. Il quadro è definito dal D.P.R. 74/2013, mentre le buone pratiche sono spesso raccontate da enti tecnici come ENEA. In pratica, se ti tieni su 19 °C ben gestiti, il portafogli e l’ambiente ringraziano.
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Qui entra in gioco la vita vera, con le nostre abitudini. La stessa casa non va scaldata in modo uniforme: è come regolare le luci stanza per stanza, in base a cosa ci fai dentro.
Zona giorno (soggiorno e cucina): 19–20 °C sono il punto dolce per la maggior parte delle persone. Se cucini spesso o ti muovi, 18,5–19 °C bastano: il calore dei fornelli e del corpo compensa.
Camere da letto: 17–18 °C. Con un buon piumone dormi meglio e più asciutto. Se in casa ci sono anziani, neonati o persone con problemi respiratori, valuta 19 °C: il comfort di salute viene prima del risparmio.
Bagno: 20–22 °C solo quando serve. Qui il trucco è puntare a un “boost” mirato: scalda-asciugamani acceso mezz’ora prima della doccia, poi si torna a valori più bassi.
Corridoi e locali di passaggio: 16–17 °C. Non ci stai fermo, quindi non serve di più. Chiudere le porte aiuta a non disperdere il calore delle stanze principali.
Un dettaglio che vale oro: l’umidità relativa. Tra 40% e 60% percepisci più calore alla stessa temperatura. Un igrometro costa pochi euro e ti dice se è il caso di arieggiare meglio o usare un deumidificatore. È come asciugare i pennelli prima di verniciare: sembra un passaggio in più, ma il risultato cambia.
Programmazione furba, non maratone
La tentazione di tenere tutto fisso tutto il giorno è forte. Ma il risparmio sta nella programmazione “a onde”, con fasce orarie che seguono la tua giornata. Il paragone con il forno è calzante: non lo lasci acceso a vuoto, lo accendi quando serve e sfrutti il calore residuo.
Al mattino: fai partire il riscaldamento 30–60 minuti prima della sveglia, in base a quanto è isolata la casa. Punta 19–20 °C in zona giorno.
Quando sei fuori: scendi a 17–18 °C. Non spegnere del tutto: riportare da freddo pieno a caldo pieno consuma di più e stressa l’impianto.
La sera: torna al setpoint di comfort (19–20 °C) per alcune ore. In camera da letto, programma un ritorno a 17–18 °C un’ora prima di coricarti.
Di notte: mantieni il valore ridotto. Se hai pavimento radiante o una pompa di calore, meglio mantenere temperature più stabili perché i sistemi a bassa temperatura lavorano in modulazione: sono maratoneti, non sprinter. Le caldaie a condensazione, invece, rendono di più con acqua tiepida e continua piuttosto che con accensioni brevi e bollenti: imposta la mandata bassa e lascia che faccia il suo mestiere.
Termostato e valvole: dove le metti conta
Il termostato è il cervello dell’impianto, ma se lo piazzi accanto a una fonte di calore o in corridoio in correnti d’aria, sbaglia diagnosi. La posizione ideale è a circa 1,5 metri da terra, su una parete interna della zona giorno, lontano da finestre, radiatori e cucine. È come la livella in laboratorio: se non è in bolla, tutto il resto è sballato.
Se hai valvole termostatiche sui radiatori, sfruttale per zonare in modo semplice: tieni livello 3–3,5 in soggiorno, 2,5–3 in camera e 2 in corridoio. Evita di chiudere del tutto le stanze: costringi l’acqua a girare male e la caldaia va in sofferenza. Meglio una regolazione morbida e uniforme.
Con un termostato smart puoi creare scenari (“fuori casa”, “notte”, “doccia”) e sfruttare la geolocalizzazione. Ma la vera differenza la fanno i setpoint sensati e la curva di riscaldamento ben tarata: se l’impianto arriva sempre troppo in ritardo o sfora, aumenta di poco l’anticipo o abbassa la temperatura di mandata finché trovi l’equilibrio.
Piccoli lavori fai-da-te che moltiplicano il risparmio
Prima di alzare i gradi, pensa alle perdite. In bottega lo dicevamo sempre: “prima si sistemano i giochi, poi si stringono le viti”. In casa traduci così:
Metti guarnizioni nuove su infissi e cassonetti delle tapparelle: costano poco e tagliano gli spifferi, che sono i veri ladri di comfort.
Applica pannelli riflettenti dietro i radiatori sulle pareti esterne: rimandano calore in stanza invece di scaldare il muro.
Sfiata i termosifoni a inizio stagione: l’aria intrappolata è come un nodo in un tubo d’irrigazione, blocca il flusso e scalda peggio.
Tende pesanti la sera, tappeti su pavimenti freddi, paraspifferi sulle porte. Sono “coperte” per la casa: semplici e efficaci.
Se fai lavori più grandi, valuta l’isolamento del sottotetto e la regolazione idraulica dell’impianto: un bilanciamento fatto bene distribuisce calore in modo uniforme e permette di abbassare il setpoint senza perdere comfort.
Quando alzare la temperatura senza sensi di colpa
Ci sono situazioni in cui il comfort viene prima del risparmio. Se in casa ci sono anziani, bimbi piccoli o persone con patologie, resta su 20 °C nelle zone vissute. Anche in presenza di umidità elevata e muffe conviene scaldare e arieggiare meglio: un’aria più secca riduce la sensazione di freddo e i rischi per la salute. Ricorda: il risparmio intelligente non è soffrire, è togliere gli sprechi.
Il numero da segnare oggi
Se vuoi una bussola pratica: 19 °C in soggiorno quando ci sei, 17–18 °C di notte e quando non sei in casa, bagno “boost” a 20–22 °C solo all’uso. Affina poi in base alla tua casa e alle tue abitudini: due o tre giorni di prove e trovi il tuo punto dolce. Come in falegnameria, una taratura fine all’inizio ti fa risparmiare tempo e soldi per tutto il resto della stagione.
Alla prossima, con altri trucchi da cassetta degli attrezzi per tenere la casa calda, asciutta e leggera in bolletta.

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